ISIS e gay. L’abbraccio della morte.

ISIS e gay. L’abbraccio della morte.

I terroristi islamici dell’ISIS continuano tra un attacco e la programmazione di attentati contro gli infedeli occidentali a massacrare innocenti civili tra cui i gay o presunti tali.

Ormai questi omicidi non fanno più breccia nella stampa internazionale, compresa quella italiana. Nonostante questo il quotidiano britannico “The Daily Mail” ha riportato l’ennesima condanna a morte contro due uomini gay da parte dei militanti dell’ISIS nella provincia siriana di Homs, zona sotto il controllo dei terroristi del Califfato.

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Le precedenti esecuzioni capitali sono sempre avvenute in piccoli paesi situati nella zona di controllo del Califfato e tutti con le stesse modalità ovvero l’arresto con l’accusa di “sodomia”, le torture, la defenestrazione e in casi estremi la lapidazione ma quest’ultima violenza si è svolta in una località desertica e con gli immancabili uomini al servizio dell’ISIS ma le foto, subito divulgate attraverso il web dai terroristi attraverso i social media mostrano l’abbraccio del boia alle sue vittime qualche secondo prima di ucciderle.

Un abbraccio e il perdono dei loro peccati da parte del boia e dellIslam. Fotografie che rivelano il lato “compassionevole” dei terroristi islamici dell’ISIS.

Questi i “messaggi” secondo i sostenitori dell’ISIS riguardo alle foto scattate e divulgate dell’ennesima esecuzione capitale di una coppia di uomini gay. Un modo per affermare che oltre a essere capaci di uccidere a sangue freddo, sono capaci di perdonare anche i “sodomiti”.

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Le immagini orribili del delitto mostrano due uomini bendati, in piedi e affiancati l’uno con l’altro, in una zona desertica mentre un gruppo di miliziani dell’ISIS si raccoglievano al loro fianco in attesa di entrare in azione con le pietre per la lapidazione delle due vittime.

Un delle due vittime, bendata, capelli ricci, una folta barba con indosso una giacca di pelle nera, sembra rassegnato alla morte, mentre uno dei suoi aguzzini gli poggia la mano sulla spalla in segno di “conforto” ma forse le vittime potrebbero essere state drogate per tenerle “calme” prima della lapidazione. Un metodo quello di drogare le vittime molto frequente tra le file dei terroristi dell’ISISAbbraccio_della_Morte_Isis_1

Le successive fotografie raccontano il drammatico finale. Le vittime esamini a terra, mentre il gruppo dei carnefici dell’ISIS li finiscono a colpi di pietra.

Quante di queste drammatiche storie non sono ancora state scoperte?

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